Gradisca d’Isonzo : una giornata nel borgo più bello d’ Italia

Itinerario di Gorizia



Itinerario caricato il giorno - Ultimo aggiornamento: 09/10/2020


Itinerario di viaggio Gorizia

In questo articolo vi portiamo in Friuli Venezia Giulia, al borgo fortezza di Gradisca d’Isonzo, uno dei più belli d’ Italia.

La storia di Gradisca d’Isonzo

Gradisca d’Isonzo è un borgo friulano di circa 6.000 abitanti in provincia di Gorizia. Si trova sulla sponda destra del fiume Isonzo e questa caratteristica è da sempre stata ben vista per scopi difensivi. Nel 400 la Repubblica di Venezia trasforma Gradisca in un centro fortificato adatto per fermare le invasioni turche. La città viene racchiusa con una cinta muraria alta quasi 20 metri e con ben 7 torri fortificate. Nel 600 Gradisca passa in mano agli austriaci Eggenberg. Questo è il periodo migliore per la città, che cresce sia economicamente sia dal punto di vista artistico grazie alla costruzione di palazzi nobiliari attualmente presenti. Nel 1863 una parte della cinta muraria viene abbattuta per lasciar spazio al parco “La Spianata”. Gli anni successivi sono un susseguirsi di guerre, in cui gradisca alterna la dominazione austriaca e italiana. Al termine della prima guerra mondiale, nel 1921 Gradisca viene ufficialmente annessa all’Italia.


Torrione della Campana

Gradisca d'Isonzo : uno dei borghi più belli d'Italia

Iniziamo la nostra visita alla scoperta di questo borgo, che è attualmente inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia, dal parco “La Spianata”. E’ il punto di ritrovo cittadino ed ogni terza Domenica del mese ospita uno dei mercatini di antiquariato più frequentati del Friuli Venezia Giulia. Di fronte al parco si trova la piazza centrale di Gradisca, Piazza Unità d’Italia, dove si affaccia anche il Teatro Comunale. Ci incamminiamo in Via Mocenigo dove si trova l’unica polveriera veneta del 1400 presente in tutto il Friuli Venezia Giulia. Ci incamminiamo in via Serenissima e raggiungiamo il Castello di Gradisca. Il Castello risale a fine 400, fu utilizzato per diversi scopi, tra cui come deposito di munizioni e carcere. Attualmente è in stato di abbandono. Torniamo verso Piazza Unità d’Italia e svoltiamo in via Ciotti, dove si trova il municipio. Il municipio si trova all’interno di Palazzo Torriani, che ospita anche la galleria d’arte contemporanea “Luigi Spazzan”.


Castello di Gradisca d

I palazzi signorili a Gradisca

Camminiamo ed iniziamo ad intravedere altre facciate di splendidi palazzi signorili, tra cui il Palazzo Fin-Patuna, famoso per aver ospitato Napoleone. Alla fine della via troviamo la Chiesa dell’Addolorata ed in via Bergamas troviamo il Duomo dedicato ai Santi Pietro e Paolo. All’angolo di via Bergamas troviamo Casa Corona, residenza di Giovanni Battista Corona e della moglie. Alla loro morte, Corona lascia in eredità la casa al comune di Gradisca, a patto che venga adibita ad ospedale per i poveri e che venga istituita una cappella dedicata alla Beata Vergine. Così avvenne e nel 1642 la cappella venne consacrata. Pensate che nel piccolo campanile si trova la campana più antica della città, risalente appunto al 1642. Proseguiamo in via Cesare Battisti dove si trova la loggia dei mercanti, luogo d’incontro per i nobili del 600. Attualmente ospita il lapidario civico. Poco distante si trova la casa dei provveditori veneti, ora sede dell’enoteca regionale.


Palazzo de Fin Patuna

Più avanti troviamo il Palazzo del Monte di Pietà, con un baldacchino su cui campeggio la statua barocca raffigurante la Pietà. Più avanti in Via Petrarca vediamo Casa Morpurgo, l’unico edificio rimasto del vecchio ghetto ebraico. Questa casa era la dimora di una famiglia ebrea di commercianti di bestiame. Siamo ormai arrivati a Porta Nuova che si presenta di fronte a noi. La Porta fu costruita dalla Repubblica di Venezia durante il loro progetto di fortificazione di Gradisca. Delle forticazioni venete si conservano attualmente le mura con i torrioni della Campana, di S. Giorgio, del Portello, della Spiritata, della Marcella, della Calcina e per l’appunto Porta Nuova. Proprio qui si trova il monumento dedicato a Leonardo da Vinci, che fu chiamato dalla Serenissima per studiare un’ulteriore fortificazione del borgo. In questa zona del borgo si trova una tappa del museo digitale diffuso dedicato a Leonardo da Vinci. Tramite un’applicazione è infatti possibile scoprire attraverso contenuti multimediali le varie creazioni di Leonardo da Vinci in diversi punti del borgo di Gradisca.


Porta Nuova

Come arrivare a Gradisca d’Isonzo

In auto: da Milano e Venezia autostrada A4 Torino-Trieste uscita Villesse. Proseguire poi fino a Gradisca d’Isonzo.

In aereo: atterrare all’aeroporto di Trieste, che dista circa 40 km da Gradisca. Dall’aeroporto è possibile raggiungere Gradisca in treno.

In treno: la città è collegata alla vicina città di Gorizia dai treni regionali di Trenitalia


Vista esterna di Porta Nuova


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Consigli in Post-it

Dove dormire? Hotel Franz

Dove mangiare? Alla Corte 

La sera? Bar Baricentro

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Gorizia
  • Stato: Italia

  • Fuso Orario: UTC +1

Gorizia sorge ai piedi delle Alpi Giulie, al confine con la Slovenia. Dal 1947, una città gemella, chiamata Nova Gorica, si è sviluppata dalla parte slovena del confine, ciò è dovuto alla contesa della città tra Italia e Jugoslavia nel secondo dopoguerra. Dall’entrata in vigore, da parte della Slovenia, dell’accordo di Schengen nel 2007, caddero i confini della città ed è oggi possibile girare liberamente tra i due stati.


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Italia
  • Moneta: Euro

  • Lingua: Italiano

  • Continente: Europa

L'italia è una repubblica parlamentare situata nell'Europa meridionale, con una popolazione di 60,6 milioni di abitanti e Roma come capitale. Delimitata dall'arco alpino, confina a nord, da ovest a est, con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia; il resto del territorio, circondato dai mari Ligure, Tirreno, Ionio e Adriatico, si protende nel mar Mediterraneo, occupando la penisola italiana e numerose isole (le maggiori sono Sicilia e Sardegna), per un totale di 301 340 km². Gli Stati della Città del Vaticano e di San Marino sono enclavi della Repubblica.



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