Visita al Castello di Malpaga - Bergamo

Vi portiamo alla scoperta del Castello di Malpaga, frazione del comune di Cavernago, nella pianura bergamasca. Il Castello è importante dal punto di vista storico e architettonico ed è legato alle vicende di Bartolomeo Colleoni.


Itinerario caricato il giorno 20/09/2018 - Ultimo aggiornamento: 20/09/2018


Entrando nel Castello dal ponte levatoio ci si trova davanti un affresco della battaglia che Colleoni fece nel 1437 per difendere la città di Bergamo, in particolare Bergamo alta. Si nota inoltre lo stemma della famiglia Colleoni, un ovale suddiviso in due sezioni rosso e bianco, con raffigurato tre coppie di testicoli.

ENTRIAMO AL CASTELLO DI MALPAGA

Ci spostiamo poi al Salone dei Banchetti, sistemato interamente dal Colleoni, poiché al suo arrivo al Castello il salone era completamente all’aperto. Qui vi era un tavolo molto grande per ospitare gli ospiti durante i banchetti. Tra i vari ospiti ci fù anche il Re di Danimarca, Cristiano I°, che restò per tre giorni nel Castello. Fu un’ospite molto importante, tant’è che venne fatto affrescare una parte del Salone proprio con la scena del suo arrivo su un cavallo grigio

 


Il Re di Danimarca venne fatto dormire nella Stanza degli Ospiti. La Stanza degli Ospiti è molto particolare, poiché è l’unica stanza del Castello provvista di servizi igienici.  Purtroppo gli affreschi della stanza sono andati in gran parte perduti per delle infiltrazioni d’acqua. E’ possibile però osservare un corteo che sembra trasportare una bara. Probabilmente l’affresco rappresenta il funerale di Medea, figlia di Bartolomeo, morte a 14 anni di polmonite.

Ci spostiamo poi sulla balconata da cui è possibile osservare le torri del Castello, usate come difesa dagli arcieri. Si può notare i merli che sono alla Ghibellina, nonostante Colleoni fosse dei Guelfi. Il Castello di Malpaga è protetto da due fossati, come mai? Perché solitamente i Castelli si trovano in collina, invece il Castello di Malpaga è in pianura, quindi serviva un’ulteriore difesa dai nemici.


Da qui accediamo alla Stanza della moglie di Bartolomeo, Tisbe Martinengo, una delle stanze più belle del Castello. In questa stanza troviamo affreschi particolari con animali mitologici, tra cui il Drago Flamander, un drago con coda da serpente, che sputava fulmini. Molto importante anche la parola ricorrente che troviamo sulle parete della stanza “Deo Duce”, che significa Dio Comandante. Questa parola viene scelta da Bartolomeo perché essendo molto vanitoso, lui pensava di essere il mediatore tra Dio e le persone comuni. Notiamo inoltre nella parte alta della parete, degli affreschi tondi con stemmi e ritratti, tra cui quello di Tisbe.

Ci spostiamo poi nella Stanza in cui ci si faceva il bagno.  All’interno della sala si trovava questa grande tinozza, adatta per il bagno. Essendo l’acqua un bene molto prezioso, il bagno veniva fatto riutilizzando la stessa acqua. Il primo a fare il bagno era Bartolomeo, seguito dalla moglie Tisbe e dalle figlie. Al contrario di oggi, all’epoca il bagno era un momento di condivisione, molte volte l’ospite veniva invitato a farsi il bagno assieme al proprietario del Castello. Una curiosità dell’epoca: per far crescere in maniera rapida i capelli delle dame, veniva utilizzato un unguento creato dalla bollitura della testa e della coda della lucertola.


Visitiamo poi la Stanza da letto di Bartolomeo Colleoni. Qui Bartolomeo Colleoni morì il 03 Novembre 1475 all’età di 80 anni. Il letto era abbastanza piccolo e grezzo, perché nel medioevo si dormiva seduti e non sdraiati. La motivazione che ne stava alla base era la velocità nell’alzarsi nel caso di attacco dei nemici durante la notte. Altro motivo era la superstizione, poiché dormendo sdraiati si ricordava la posizione dei morti. Nella stanza si trovavano 9 affreschi che rappresentavano le nove virtù cardinali. Di fronte al suo letto Bartolomeo volle affrescata la Madonna della Misericordia con due santi laterali, per chiedere loro la protezione durante la notte.

Ultima sala che del Castello che visiteremo è la Sala da pranzo di Bartolomeo e la sua famiglia. La Sala era però affacciata sul punte levatoio, quindi in caso di assedio i nemici potevano lanciare all’interno delle frecce e colpire chi si trovata al centro della stanza, Bartolomeo quindi fece aprire delle porte che conducevano direttamente alla torre del mastio.




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